POLVERE
Inaugurazione il 4 giugno 2026, ore 19
Con opere di Alice Ahad, Jasmine Deporta, Jörg Hofer e Lois Weinberger, nonché con un’intervista di Alexander Kluge e oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone.
A cura di Michaela Stolte (curatrice presso il Museo Civico e Museo Multscher di Vipiteno e dramaturga freelance).
La polvere è la nostra compagna costante. Con guanti e stracci cerchiamo di combatterla – eppure è tanto ricca e multiforme quanto la vita stessa. La Galleria Civica di Bressanone dedica ora una mostra a questo elemento di disturbo, che sarà inaugurata giovedì 4 giugno 2026 alle ore 19. L’esposizione riunisce posizioni artistiche contemporanee nelle quali la polvere si manifesta nella sua capacità di trasformazione quasi infinita: come materiale che oltrepassa i confini, conserva tracce e genera qualcosa di nuovo.
La polvere nasce sempre e ovunque. Durante la costruzione, l’aratura o la guida di un’auto, così come in natura: vulcani, deserti, piante e oceani producono incessantemente minuscole particelle. Spesso è indesiderata e rappresenta un problema igienico, sanitario e non da ultimo estetico. Ma la polvere è anche una materia fondamentale: rende il cielo azzurro e permette la formazione delle nuvole. In ogni goccia di pioggia si nasconde una minuscola particella. La polvere racconta storie della vita quotidiana così come dell’origine dell’universo.
Nella mostra, le fotografie dell’artista altoatesina Jasmine Deporta affrontano il fenomeno della luce, che diventa visibile solo attraverso la diffusione sulle particelle più minute. Qui la polvere non appare direttamente, ma si rende percepibile in modo atmosferico. Nel “Mobile Garden” di Lois Weinberger, le piante crescono da una terra apparentemente priva di vita. L’opera rimanda al potenziale di germinazione e trasformazione – e alla polvere come origine di nuova vita. Da sempre, inoltre, la polvere fa parte della pratica artistica: come pigmento costituisce la base del colore e della pittura. Jörg Hofer conferisce alle sue opere una struttura inconfondibile grazie alla polvere di marmo prodotta durante l’estrazione del marmo di Lasa. Nelle opere di Alice Ahad, la polvere domestica diventa portatrice di tempo e memoria. Come “collettivo di frammenti”, raccoglie e conserva tracce, trasformandosi in una struttura attiva di storia, identità e trasformazione.
La mostra affronta inoltre la dimensione religiosa della polvere e presenta oggetti provenienti dalla collezione della Hofburg di Bressanone.